Antonio Valleriani - filosofia da educação, in Bibliocafé em Novembro'09
"Qual è oggi la nuova frontiera dell’educazione? La modernità dell’Occidente si presentata storicamente come il modello unico e superiore a tutte le altre culture del pianeta che riduce al silenzio la pluralità delle voci delle periferie. Da qui nasce una “pedagogia coloniale” col compito di civilizzare le forme di vita ritenute meno progredite. Ma una simile rappresentazione è il frutto dell’arroganza e dell’ignoranza dei valori dell’“altro”, le quali fanno leggere le diversità come arretratezza, le virtù come servitù. Studi recenti mostrano invece come culture non occidentali siano ricche di tradizioni eminenti espresse in opere letterarie, filosofiche, scientifiche e in forme eccellenti di democrazia. Ora, la svolta neobarocca, figlia dei cultural studies, postcolonial studies e subaltern studies, è la presa d’atto che oggi l’educazione, in tessuti sociali planetari sempre più plurali e “ibridi”, retti da logiche meticce, è avviata inesorabilmente verso un processo di mondializzazione transculturale e transmoderna, centrato su una universalità contestuale, policentrica. Ma è anche una domanda rivolta all’ideologia dell’Occidente, l’umanenismo tradizionale, figlio della cultura classica, per capire se esso sia ancora l’unica risposta giusta alle richieste del mondo odierno oppure voglia condividere “il sogno di una polis universale meticcia” dello studioso africano Achille Mbebe. “Ba-rocco” infatti, come dice Émile Glissant, significa creolizzazione delle culture, un concetto che si oppone al classicismo, al momento in cui una tradizione culturale afferma i propri valori particolari come universali. Perciò propone un pluralismo ideo-logico che apre al “pensiero arcipelago” spazi meticci di verità plurivoche e di ibridazioni linguistiche e concettuali generanti magiche traiettorie. L’arcipelago è uno spazio culturale in cui ogni elemento vale in relazione agli altri: «gruppi isolati e relazioni fluttuanti, isole e inter-isole, punti mobili e linee sinuose, perché la verità ha sempre “bordi frasta-gliati”», come nota Gilles Deleuze. L’educazione neobarocca si apre così al pensiero della differenza, un pensiero dell’alterità capace di generare uno “sguardo senza possesso”, “discreto” perché possiede la dolcezza del pudore di una civiltà democratica, accogliente e ospitale, conviviale e pacifica, che pratica una pedagogia solidale. È un pensiero che sa abitare la distanza senza erigere muri. Dalla risposta a questa domanda dipende il destino della formazione. A questo tema lo scritto si avvicina con circospezione, non per definire il luogo statico della risposta, ma per rendere meno ambiguo l’orizzonte problematico della domanda. Con la fiducia di arricchire il dibattito."
Antonio Valleriani. (2009). Al di là dell’Occidente. La svolta neobarocca dell’educazione. Milano: Meltemi
Antonio Valleriani nasce in provincia di Teramo in Italia il 29/2/1940. Si laurea in Pedagogia presso l’Università de L’Aquila, dove si abilita anche in Filosofia e Scienze Umane, e dove lavora per breve tempo. Negli anni Settanta del Novecento si dedica allo studio teorico della filosofia ermeneutica secondo la linea Heidegger, Gadamer, Ricoeur. Dagli anni Ottanta per circa quindici anni applica l’ermeneutica filosofica di P. Ricoeur e l’ermeneutica letteraria dell’estetica della ricezione di H.R. Jauss e di W. Iser, esponenti della scuola di Costanza, alla pratica dell’insegnamento nelle scuole pubbliche italiane. Realizza quest’esperienza con la collaborazione professionale di Ricoeur e Jauss con i quali mantiene un costante confronto intellettuale, fatto di incontri e di una fitta corrispondenza epistolare. Dagli anni Novanta si interessa di cultura barocca e di studi postcoloniali che applica alle tematiche dell’educazione nelle società ibride del mondo globalizzato del terzo millennio. Da diversi anni collabora con l’Università di Ferrara e intrattiene a livello internazionale relazioni culturali con filosofi dell’educazione di diversi paesi europei e latinoamericani.
Exposições & Mostras
26/05 a 31/07 - Exposição de Gravura "Ai que prazer...", de Margarida Lourenço, sobre poemas de Fernando Pessoa